MILANO – È finito all’attenzione delle autorità competenti un uomo che ha scritto “arrivo” in una chat privata mentre si trovava ancora sul divano, in posizione semi-sdraiata e con evidenti segni di non imminente movimento.
Il caso è emerso dopo che, trascorsi 27 minuti dal messaggio, il destinatario ha scritto “??”, facendo scattare l’allarme e costringendo l’interessato a sostenere una serie di giustificazioni non supportate da fatti concreti.
Secondo la ricostruzione ufficiale, al momento dell’invio del messaggio l’uomo non aveva ancora:
- preso le chiavi
- indossato le scarpe
- deciso se uscire davvero
“Ma mentalmente stavo arrivando”, avrebbe dichiarato durante l’interrogatorio informale condotto in cucina.
La situazione è precipitata quando, alle 18:54, ha inviato “5 minuti”, formulazione ritenuta dagli esperti “pericolosamente vaga” e fonte primaria di conflitti relazionali dal 2012.
Il ritardo ha generato disagio diffuso, rilevabile da:
- controlli ossessivi dell’orologio
- sospiri passivo-aggressivi
- messaggi del tipo “vabbè…”
Solo alle 19:31 l’uomo è effettivamente arrivato sul posto, giustificando il ritardo con la frase “c’era traffico”, riferendosi a un corridoio di sei metri.
Le autorità invitano alla prudenza: “Scrivere ‘arrivo’ implica una responsabilità morale. Se non sei in piedi, non sei in arrivo”.


