MILANO — È successo di nuovo, e questa volta su LinkedIn in pieno giorno: un annuncio di lavoro talmente ambizioso da sembrare scritto da un oroscopo vendicativo. “Cercasi Junior Content Creator con 12 anni di esperienza, capacità di gestire team, budget, crisi esistenziali e, preferibilmente, anche un drago. Retribuzione: visibilità.”
A candidarsi per primi sono stati gli influencer. Perché se c’è una categoria di esseri umani che non ha paura della parola “visibilità”, sono loro: ci vivono dentro, ci fanno colazione, la spalmano sul toast insieme al burro di mandorle “etico” e la chiamano “opportunità”.
L’annuncio che ha spezzato internet (con un filtro Valencia)
La storia inizia quando Luca “LuceLuce” Luminari, youtuber da 2,3 milioni di iscritti e specialista in video del tipo “HO PROVATO A VIVERE 24 ORE COME UN CEO (ho pianto)”, riceve un DM da Agenzia Nebula S.r.l., società che “fa comunicazione” ma, secondo fonti interne, soprattutto “fa call”.
Il messaggio è semplice, glaciale, privo di emoji (segnale di pericolo):
“Ciao Luca, ti seguo da tempo. Ti va un colloquio per una posizione junior?”
Luca, che a 27 anni ha già tre burnout certificati e una ring light con la laurea honoris causa, risponde: “Certo! Ma junior in cosa?”
“Junior in tutto.”
Colloquio in coworking: entra e perdi la speranza
Il colloquio si svolge in un coworking minimalista, dove anche l’aria è in abbonamento. Ad accoglierlo c’è Valentina “ValeVision” Sospiri, instagrammer da 980k follower, ex regina delle stories motivazionali (“Se ti dicono no, tu rispondi sì… al mutuo!”) e ora HR “per vocazione e per algoritmo”.
Valentina stringe la mano a Luca, lo guarda e dice subito la frase che in Italia precede sempre una tragedia:
“Qui siamo una famiglia.”
Dietro di lei, una lavagna riporta tre parole: SINERGIA / RESILIENZA / GRATIS.
“Allora Luca,” dice Valentina, sfogliando un curriculum lungo come un romanzo russo, “vedo che hai 12 anni di esperienza.”
Luca si illumina: “Sì! Ho iniziato su YouTube a quindici anni.”
Valentina fa un cenno grave: “Perfetto. Quindi sei junior.”
“Scusa?”
“Junior… dentro.”
Il test pratico: “Fai la strategia. In mezz’ora. E sorridi.”
Il responsabile marketing, un uomo che indossa un dolcevita anche su Zoom e si presenta come Giorgio, Growth Alchemist, spiega la prova pratica.
“Devi:
- creare una strategia social annuale,
- girare 20 reel al giorno,
- aumentare il fatturato del 400%,
- fare customer care con gentilezza zen,
- e portare i biscotti in ufficio.”
Luca tenta un sorriso: “Ok, e lo stipendio?”
Giorgio apre le braccia come un sacerdote: “Non parliamo di stipendio. Parliamo di impatto.”
Valentina interviene: “E di visibilità. Ti tagghiamo.”
“Mi tagghate dove?”
“Nel nostro cuore.”
La retribuzione in visibilità: moneta ufficiale del 2026
A questo punto viene mostrato il contratto. È un PDF con scritto “COLLABORAZIONE” in grande e sotto:
- Compenso: visibilità
- Benefit: ambiente dinamico
- Crescita: verticale (ma verso dove non è specificato)
- Orari: flessibili (nel senso che si piegano e non tornano su)
Luca prova a contrattare: “Senti, io ho un mutuo.”
Valentina annuisce con comprensione: “Anche noi. È per questo che cerchiamo uno junior con 12 anni di esperienza.”
Il twist: l’influencer entra… e diventa l’azienda
Il giorno dopo Luca pubblica un video: “HO LAVORATO 24 ORE PAGATO IN VISIBILITÀ (scioccante)”. Nel video racconta tutto, ma lo fa con lo stile pacato di chi ha visto il vuoto cosmico dietro un open space.
Il video esplode. Hashtag #VisibilitaPay. Memes. Reaction. Persino sua madre commenta: “MA TROVATI UN POSTO FISSO”.
E qui accade il surreale: Agenzia Nebula ringrazia. Pubblica una storia: “Grazie Luca per la bellissima esposizione ❤️ Siamo felici di averti dato questa opportunità.”
Nel frattempo, Valentina apre un corso: “Come pagare i dipendenti senza pagare: mindset e sinergia”. 399€ early bird.
E Giorgio, Growth Alchemist, scrive su LinkedIn:
“Quando dai visibilità, ricevi valore. (E un sacco di candidature).”
Epilogo: junior per sempre, ma con luce perfetta
Luca, alla fine, non firma. Ma da quel video nasce una nuova consapevolezza: il mercato del lavoro è un grande reality in cui ti chiedono di essere giovane, esperto, entusiasta, disponibile, umile e soprattutto grato.
E se chiedi soldi, ti rispondono con una frase definitiva, scolpita nel marmo digitale del nostro tempo:
“Eh, però ti stiamo dando tanta visibilità.”
Poi Luca spegne la ring light, sospira, e sussurra:
“Datemi almeno un buono pasto.”
La visibilità, purtroppo, non si mangia. Ma fa benissimo in foto.


