Mangia carboidrati dopo le 18: bodybuilder cambia fuso orario, perde due lavori e ora vive a Pechino

ROMA – Un semplice piatto di riso consumato alle 18:07 ha dato il via a una catena di eventi che gli esperti definiscono “inevitabile” quando si uniscono dieta disassociata, fusi orari e forza di volontà mal riposta.

La protagonista è una bodybuilder in fase di definizione estrema che, dopo aver ingerito accidentalmente dei carboidrati oltre l’orario consentito, ha tentato di rimediare spostando avanti le lancette dell’orologio. “Tecnicamente a Mosca erano ancora le 17”, avrebbe spiegato a se stessa con tono rassicurante.

Convinta di vivere secondo l’orario russo, il giorno successivo si è presentata al lavoro con quattro ore di ritardo. Licenziata sul posto, avrebbe reagito con compostezza: “Meglio perdere il lavoro che il metabolismo”.

Poche settimane dopo, il colpo di scena. Viene assunta per puro caso da una palestra a Mosca, attratta dalla sua definizione muscolare e dalla capacità di parlare per 40 minuti consecutivi di indice glicemico. Qui, però, il dramma si ripete: un’insalata con quinoa consumata dopo le 18 locali la costringe a spostare nuovamente l’orologio.

Il risultato: confusione generale, turni saltati, allenamenti alle 3 del mattino e un secondo licenziamento, questa volta “per incompatibilità temporale”.

Secondo fonti vicine alla situazione, la bodybuilder si troverebbe ora a Pechino, dove sta valutando se adottare l’orario di Honolulu “per sicurezza”. Alla domanda su cosa farà se mangerà ancora carboidrati dopo le 18, avrebbe risposto: “Non lo so, ma l’Australia mi sembra promettente”.

Gli esperti invitano alla calma: “È un caso isolato”, spiegano. “Ma conferma che i carboidrati non ingrassano dopo le 18. Semmai fanno viaggiare”.

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