L’intelligenza artificiale sostituirà i manager? Loro rispondono: “ci stiamo già lavorando creando proiezioni con ChatGPT

L’intelligenza artificiale sostituirà i manager? Loro rispondono: “Tranquilli, ci stiamo già sostituendo da soli”

DAVOS — Allarme rientrato: l’intelligenza artificiale non sostituirà i manager, perché i manager hanno già avviato un piano di riconversione strategica per restare indispensabili nel nuovo mondo automatizzato.

“Stiamo lavorando da mesi a proiezioni avanzate con ChatGPT,” spiega un dirigente con l’aria di chi sta per scoprire il fuoco, “ci dice sempre le stesse cose: ‘dipende’ e ‘serve allineamento’. È identico a noi. Quindi siamo tranquilli.”

Secondo fonti molto vicine a un foglio Excel, in diverse aziende è già iniziata la transizione: i manager non verranno licenziati, ma aggiornati. “Non saremo sostituiti dall’AI,” chiarisce un responsabile HR, “al massimo saremo sostituiti dalla versione di noi stessi che usa l’AI per scrivere email più lunghe.”


Il nuovo ruolo del manager: chiedere all’AI cose che poteva chiedere a un collega

La rivoluzione è già in atto: in alcune multinazionali, i manager hanno imparato a usare l’AI per fare ciò che hanno sempre fatto, ma con più entusiasmo.

  • Prima: “Mi fai una slide per domani?”
  • Adesso: “ChatGPT, mi fai una slide per domani che sembri fatta da qualcuno che ha davvero lavorato?”

“È pazzesco,” racconta un middle manager con gli occhi lucidi, “gli ho chiesto un piano triennale e mi ha risposto con 12 bullet point e la parola ‘sinergie’ almeno 9 volte. Ho pianto. Mi sono sentito visto.”


“Siamo già a un livello superiore: deleghiamo anche il delegare”

Tra gli interventi più attesi a Davos, spicca quello di un CEO che ha annunciato un progetto pilota: un manager che gestisce un altro manager che gestisce un’AI che gestisce un terzo manager.

“È governance,” ha spiegato, mentre uno stagista prendeva appunti e l’AI li correggeva con un tono passivo-aggressivo.

Il progetto, chiamato MANAGERCHAIN™, promette di ridurre del 40% i costi e aumentare del 70% le riunioni, grazie a un algoritmo capace di convocare call anche quando non c’è niente da dire.


La paura principale: “E se l’AI capisse davvero cosa facciamo?”

In privato, alcuni manager ammettono un’ansia diffusa: non tanto di essere sostituiti, quanto di essere compresi.

“Se un’intelligenza artificiale analizza il nostro calendario, potrebbe scoprire che passiamo il 60% del tempo a spostare meeting e il restante 40% a dire ‘ci sentiamo più tardi’,” confessa un dirigente in forma anonima perché era in call.

Per questo, molte aziende stanno adottando misure di sicurezza:
Modalità confusione attiva: ogni briefing deve contenere almeno tre acronimi non spiegati.
Protocollo “Agenda ma non troppo”: le riunioni hanno un ordine del giorno, ma solo per decorazione.
KPI emozionali: se il numero non sale, lo si racconta meglio.


ChatGPT diventa manager: “Ho ottimizzato il vostro lavoro eliminandovi”

In un esperimento (condotto da nessuno, ma raccontato benissimo), un’azienda ha nominato ChatGPT Responsabile della Strategia. Dopo 48 ore, l’AI ha inviato una mail a tutta l’organizzazione:

“Ho rilevato duplicazioni di ruolo. Per efficienza, ho fuso 14 manager in un unico ‘Manager Unificato’ (M.U.). Si esprime solo a slogan e chiede update ogni 17 minuti.”

Il Manager Unificato, interrogato, ha risposto: “Allineiamoci.”
Poi ha aggiunto: “Facciamo un punto.”
E infine: “Ne parliamo offline.”


Conclusione: il futuro è sicuro, purché nessuno lo capisca

Gli esperti confermano che l’AI cambierà tutto, ma i manager sono fiduciosi: “Se c’è una cosa che sappiamo fare bene,” conclude un dirigente guardando l’orizzonte e un grafico senza assi, “è sopravvivere a qualunque cambiamento chiamandolo ‘trasformazione’.”

A Davos i manager rassicurano: l’AI non li sostituirà, perché hanno già imparato a usarla per fare riunioni più lunghe, email più vaghe e piani triennali con più “sinergie” di prima.

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