ITALIA – Non è solo una sensazione, né l’ennesimo crollo emotivo individuale: secondo i risultati delle indagini di mercato sui regali di Natale scorso, la scelta del regalo è ufficialmente entrata in fase di emergenza nazionale.
I dati parlano chiaro: l’82% degli intervistati ha dichiarato di aver passato più tempo a pensare a cosa regalare che a sceglierlo davvero, mentre il 61% ammette di aver concluso l’acquisto con la frase: “Vabbè, è tecnologico, qualcosa farà”.
L’analisi, condotta su un campione rappresentativo di persone che “non sapevano proprio cosa prendere”, mostra una tendenza ormai consolidata: nel dubbio, si compra roba pseudo-tecnologica su Temu o AliExpress, possibilmente con:
- una luce LED
- un cavo USB
- una funzione mai spiegata
- un nome che sembra inventato alle tre di notte
Secondo gli esperti, il meccanismo è sempre lo stesso. Si parte con buone intenzioni (“Voglio fare un regalo pensato”), si passa alla crisi (“Ma a lui cosa piace?”), e si arriva alla resa finale davanti a un oggetto descritto come “smart”, “innovativo” o “multiuso”, senza sapere per cosa venga usato.
L’indagine rivela anche che il 47% dei regali acquistati online viene scelto perché costava poco “e almeno non fa danni”, mentre un ulteriore 33% perché “sembra una cosa che nel 2030 useranno tutti”, anche se nel 2026 nessuno ha ancora capito come accenderla.
Gli psicologi parlano di stress da scelta festiva, una condizione in cui il cervello umano smette di valutare l’utilità e inizia a cercare oggetti che diano l’illusione di modernità, come termometri smart, sveglie che insultano o gadget che promettono di migliorare la vita senza specificare quale.
Alla luce dei risultati, gli analisti concordano: l’“emergenza regalo” non è uno slogan, ma una conseguenza diretta dei dati. E finché esisteranno siti che vendono dispositivi elettronici a 3,99 euro con spedizione gratuita e manuale incomprensibile, la scelta sarà sempre rimandata all’algoritmo.
Le stesse persone che a gennaio dichiarano “mai più regali inutili” sono già pronte, secondo lo studio, a ricadere nel ciclo a partire da novembre, quando un oggetto con scritto Smart Something Pro tornerà a sembrare una buona idea.


