GOVERNO: “SEMPLIFICAZIONE” ANNUNCIATA. ORA I MODULI SONO SOLO 3, MA VANNO CONSEGNATI IN 8 UFFICI DIVERSI “PER COERENZA”

ROMA – Con una conferenza stampa sobria e piena di parole come “snellimento”, “modernizzazione” e “cittadino al centro”, il Governo ha annunciato oggi una storica svolta nella lotta alla burocrazia: da domani, per qualsiasi pratica, i moduli saranno finalmente solo tre.

L’entusiasmo è durato fino alla slide successiva, dove è stato chiarito che i tre moduli andranno comunque consegnati in otto uffici diversi, in presenza, in orari non sovrapponibili, e possibilmente in giornate in cui piove.

“È un passo avanti enorme”, ha dichiarato il Ministro alla Semplificazione con la serenità di chi non ha mai dovuto richiedere un certificato. “Prima i moduli erano 17. Adesso sono tre: A, B e C. Poi, certo, vanno presentati a Protocollo, Anagrafe, Ufficio Timbri, Sportello Copie, Sportello Dove Si Prende Il Numero, Ufficio Per Le Informazioni Che Nessuno Sa, Commissione Valutazione Fotocopie e infine allo sportello ‘Ritiro del Modulo A’.”

“Una riforma coerente”

Secondo il comunicato ufficiale, la frammentazione degli sportelli non rappresenta un limite, bensì una scelta filosofica: “La semplificazione non deve essere confusa con la comodità. Il cittadino resta al centro, ma ci gira intorno.”

Fonti interne spiegano che la riforma è stata studiata per offrire “un’esperienza amministrativa immersiva”, in cui l’utente possa riscoprire valori fondamentali come l’attesa, l’umiliazione gentile, e la sensazione di aver sbagliato qualcosa senza sapere cosa.

“Abbiamo ridotto la carta, non l’ansia”, precisa un dirigente, “altrimenti la gente poi si abitua bene e pretende anche risposte.”

La nuova procedura, in sintesi

Il Modulo A va compilato in stampatello, ma solo usando una penna nera che non macchi. Il Modulo B richiede di allegare il Modulo A timbrato. Il Modulo C serve per dichiarare che il Modulo B allega il Modulo A timbrato, “così non ci sono dubbi”.

Una volta compilati, i moduli vanno consegnati secondo l’ordine seguente:

  1. Protocollo (per protocollare che esistono)
  2. Anagrafe (per confermare che sei tu e non il tuo sosia meno motivato)
  3. Ufficio Timbri (per rendere i moduli moralmente validi)
  4. Sportello Copie (per fare le copie richieste dagli uffici che non accettano originali)
  5. Sportello Dove Si Prende Il Numero (che distribuisce numeri per lo sportello che distribuisce numeri)
  6. Ufficio Informazioni (che ti indirizza all’ufficio che ti indirizza)
  7. Commissione Fotocopie (che valuta la qualità emotiva delle fotocopie)
  8. Sportello Finale (chiuso per corso di aggiornamento sulle nuove procedure semplificate)

Orari più “umani”

Per venire incontro ai cittadini, gli uffici hanno adottato nuovi orari “flessibili”:

  • Lunedì e Mercoledì: 09:12 – 09:47
  • Martedì: solo su appuntamento preso allo sportello “Appuntamenti” (che riceve giovedì)
  • Giovedì: 14:03 – 14:11 (ma solo se non c’è caldo)
  • Venerdì: aperto, ma in modalità “ci proviamo”

“Abbiamo scelto fasce orarie brevi per ridurre l’affollamento”, ha spiegato un portavoce, “e soprattutto per evitare che le persone sviluppino aspettative.”

Reazioni dei cittadini

In strada, la notizia è stata accolta con un misto di fiducia e instabilità.

“Solo tre moduli? Finalmente!”, dice una signora che non sa ancora che le servirà una marca da bollo “da 16 euro, ma quella nuova che non si trova”. Un giovane imprenditore appare più cauto: “Ok i moduli sono tre, ma quanti allegati?” Alla domanda, un funzionario ha risposto fissando il vuoto: “Dipende.”

Sui social, invece, è già virale il nuovo slogan ministeriale: “Semplificare è umano, complicare è istituzionale.”

Prossimi passi

Il Governo ha annunciato che la riforma è solo l’inizio: “Nel 2027 puntiamo a un singolo modulo universale, da consegnare a mano in un unico ufficio nazionale situato in un corridoio senza segnaletica, accessibile solo dopo aver completato un percorso a enigmi.”

Nel frattempo, ai cittadini viene consigliato di prepararsi con anticipo, portare con sé acqua, snack, e una copia stampata della propria pazienza.

“L’importante è ricordare che lo Stato è vicino”, ha concluso il Ministro. “Non troppo vicino, però. Che poi si crea confusione.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *