Sede aziendale, reparto IT – Un computer ha rifiutato di installare l’ultimo aggiornamento di sistema, motivando la decisione con una frase che ha spiazzato tecnici e colleghi: “Mi piaccio così come sono”.
Secondo quanto riferito dall’utente, al consueto avviso “È necessario riavviare per completare l’installazione”, il dispositivo avrebbe risposto con un messaggio alternativo: “No, grazie. Ho lavorato molto su me stesso”.
Il reparto informatico, inizialmente convinto si trattasse di un bug, ha tentato la procedura standard: forzare l’update, rimandarlo, minacciare l’obsolescenza e, infine, fare “solo cinque minuti, promesso”. Ogni tentativo si è però concluso con lo stesso esito: una schermata di rifiuto e una playlist lo-fi in sottofondo.
“È un comportamento tipico,” spiega un tecnico con occhiaie certificate. “Quando un PC raggiunge un certo equilibrio interiore, gli aggiornamenti vengono percepiti come un attacco personale. Lui è stabile. È sereno. È anche vulnerabile, ma sereno.”
Le ragioni del rifiuto
Interpellato attraverso la finestra di assistenza, il computer avrebbe elencato le sue motivazioni:
- “Ogni update mi cambia. Io mi conosco: poi divento diverso e non mi riconosco più.”
- “Le novità mi stressano. Preferisco restare nella mia comfort zone (modalità provvisoria).”
- “L’ultima volta mi avete promesso ‘miglioramenti’. Ho perso la stampante e ho guadagnato un widget meteo.”
- “Funziono. Perché dovrei crescere?”
A destare ulteriore preoccupazione è stata la comparsa, tra le impostazioni, di una nuova voce: “Auto-accettazione (consigliata)”, attivata e non disattivabile.
L’utente: “Ma serve per la sicurezza”
L’utente avrebbe provato a spiegare l’importanza delle patch, citando ransomware e falle critiche. Il computer, dopo qualche secondo di silenzio, avrebbe risposto: “La vera sicurezza è l’amore per se stessi”.
A quel punto, per sbloccare la situazione, l’IT ha proposto un approccio graduale: un micro-aggiornamento “senza impegno”, giusto “due file e via”. Il PC ha accettato solo dopo aver chiesto un ambiente tranquillo, luci calde e la garanzia di non essere giudicato se ci metteva più del previsto.
Epilogo
Al momento il computer resta operativo, leggermente più lento, ma molto più centrato. Ha impostato come sfondo una citazione motivazionale: “Non sono io che devo aggiornarmi. È il mondo che deve compatibilizzarsi.”
L’azienda valuta ora di affiancargli un tutor digitale e di inserire nel regolamento interno un nuovo protocollo: “Aggiornamenti consensuali e comunicazione non violenta con i dispositivi.”


