Università statale italiana – Dopo oltre vent’anni di presenza continuativa tra corridoi, aule studio e macchinette del caffè, uno studente fuoricorso è stato ufficialmente riconosciuto come parte accessoria dell’ateneo.
Secondo l’amministrazione, il ragazzo “non è più iscritto, ma non se n’è mai andato”, condizione che ha reso necessaria una rivalutazione giuridica della sua esistenza.
Da studente a elemento strutturale
Lo studente, iscritto originariamente nel 2004, è stato avvistato ininterrottamente negli stessi spazi, sempre con lo stesso zaino, lo stesso badge scolorito e un’espressione perennemente concentrata.
“Pensavamo si laureasse prima o poi,” spiegano dall’università. “Invece si è integrato.”
I tecnici confermano che la sua presenza migliora l’acustica delle aule studio e contribuisce all’ombreggiatura naturale dei chiostri.
Problemi burocratici: serve il catasto
Con il nuovo status, l’ateneo è ora obbligato a dichiararlo al catasto come pertinenza non abitativa.
Le ipotesi di classificazione includono:
- bene immobile semi-seduto
- arredo storico vivente
- presenza consolidata non rimovibile
“Fiscalmente non è più una persona,” spiegano. “È una zona.”
Lo studente: “Io stavo solo finendo gli esami”
Interpellato sulla vicenda, l’interessato si è detto sorpreso.
“Io stavo solo finendo gli esami,” ha dichiarato. “Poi ho preso un caffè, poi un altro, e siamo arrivati a oggi.”
L’università rassicura: non verrà sfrattato.
Al massimo, verrà ristrutturato.
Nel frattempo, gli studenti più giovani lo usano come punto di riferimento:
“Se vedi lui,” dicono, “vuol dire che sei ancora in tempo… forse.”


